Giorno della Memoria

La 3CMNE Osserva e Riflette

27 gennaio 2017

Per il 27/01/2017, giorno della Memoria, ho chiesto ai miei alunni non di vedere con gli occhi ma di guardare con il cuore; ho chiesto loro non di sentire con le orecchie ma di ascoltare con l’anima, la loro anima, quella di sedici – diciassettenni freschi di fronte a ciò che una Shoa poteva rappresentare. Per non dimenticare quello, non solo che è accaduto, ma che continua ad accadere. Per tutte le Shoa che ogni giorno urlano silenziose, vicine e lontane dalla nostra casa. Per questo ho chiesto ai miei studenti di immaginare, con il cuore, ciò che le foto, di un non tanto lontano 27 gennaio 1945, possono raccontare. Gli occhi e l’anima degli adolescenti che raccontano, hanno la forza dei giganti e l’ingenuità dei bambini; hanno immaginazione che vola molto lontano, ma possono essere schietti e sinceri come noi adulti non sapremmo mai fare. Ognuno di loro ha voluto provare a descrivere ciò che immagini, viste numerose ed infinite volte, vogliono raccontare. Un frame diventa un messaggio per ognuno di noi, Per Non Dimenticare.

Prof.ssa Federica Galluzzo

Ogni anno il 27 gennaio si celebra la Shoah che, come il mondo intero sa, è il giorno durante il quale terminò l'Olocausto in Germania, ai danni degli ebrei e di tutti coloro considerati razza inferiore agli ariani. Per questa occasione guardo una foto che sicuramente è quella più pubblicata da libri e dai mass media. Questa foto raffigura l'entrata principale del campo di concentramento più famoso, quello Aushwitz. È una struttura in ferro con una sbarra che indica l'alt e una grande scritta posta in alto in tedesco che recitava "il lavoro rende liberi". Aldilà di questa struttura, si vedono dei fabbricati che " ospitavano" i deportati. Nonostante la scritta incoraggiante tutto era un'illusione. Già con un primo sguardo questa foto provoca in me dei sentimenti bui e angoscianti; il tutto amplificato da un paesaggio vuoto e privo di persone. Osservando i fili spinati al lato prova un senso di chiusura, di limitazione della libertà. Le case vuote e i giardini incolti rappresentano un momento freddo, triste e per niente accogliente Gli enormi fabbricati danno un senso d'impotenza. Il tutto immerso in un atmosfera di paura e indifferenza, la stessa che ha permesso che avvenisse tutto ciò. (Storino Josè)

La scritta all'ingresso di Auschwitz "arbeit match frei" (dal tedesco:il lavoro rende liberi) era il motto posto all'ingresso di numerosi campi di concentramento nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale. Ricordare lo sterminio degli ebrei negli lager nazisti non mi suscita solo orrore, né compassione, ma mi fa pensare, riflettere e soprattutto ricordare perché un popolo che non ricorda è anche un popolo senza futuro che rischia di commettere sempre gli stessi errori. (Stefanizzi Francesco)

Questa immagine mi dà una sensazione di vuoto. Mi fa pensare a tanto freddo e disperazione,  alla dura vita che hanno vissuto lì dentro. Il luogo mi fa quasi paura, forse perché troppo tetro, conoscendo le morti causate… da chi? Da persone prive di sentimenti. Spero che ciò che è successo non venga ripetuto, penso che con gli anni la gente dimentichi tutto, ho paura che possa ripetersi una cosa del genere?Questo dipenderà solo da noi. (Andrea Melle)

L'entrata in un inferno dove, in molti entrarono ma solo in pochissimi ne uscirono.Il 27 Gennaio, un giorno per ricordare tutte le vittime innocenti sterminate per la pazzia di un uomo.( Mirko Carone)

L'uomo di quel tempo ha trattato i suoi simili come degli oggetti, deportandoli da un luogo ad un altro, sfruttando le loro poche forze e facendogli lavorare, maltrattandoli in un modo che ad oggi neanche si può immaginare. Non possiamo più definirlo uomo ma mostro, un vero incubo per quella gente che aveva lacrime di sangue. Allora io oggi mi chiedo: "Perché questo mostro è stato capace di fare tanto male a quella povera gente?". Una risposta che mi viene è:" forse era follia?". Secondo me sì, follia. Ora non succedono più queste cose, anche se molte persone non usano il loro cervello e quindi ancora adesso hanno questo istinto animale. Guardando queste foto resto in silenzio e non trovo alcun motivo di tanto male, ma in me si scagliano diversi sentimenti: rabbia, dolore e vergogna. (Alberto Quarta)

Il 27 Gennaio 1945 fu una giornata molto importante, durante la quale purtroppo solo pochissimi prigionieri di campi di concentramento vennero liberati Uomini, Donne e bambini venivano lasciati al freddo, con la neve, sotto la pioggia, fatti morire nelle docce omicide. L'obbiettivo era far soffrire tutta quella povera gente che non aveva commesso alcuna colpa. Molte famiglie venivano separate con l'unica speranza di potersi rivedere il prima possibile. Molti di loro morirono stremati mentre erano in marcia sotto il gelo o la pioggia e i loro corpi venivano ammassati l'uno sopra l'altro; altri invece venivano uccisi nelle docce facendo respirare loro il gas e i loro corpi poi venivano bruciati. Io osservando questa foto non ho parole per descrivere la mia rabbia verso quegli uomini che non hanno avuto un cuore e soprattutto il cervello, quindi posso solo dire che si prova dolore e molta tristezza ripensando a quell’ incubo maledetto che ha segnato la nostra storia. (Cosimo Sicilia)

 

L'AMICIZIA PU0' UNIRE QUELLO

 

CHE LE BARRIERE DIVIDONO

A. D'Amico

 

 

 

 

 

In questa immagine, possiamo notare che, nell'assoluta tristezza di un bimbo "Ebreo" c'è un briciolo di felicità grazie anche al bambino "Tedesco" che gli fa compagnia giocando a dama.Notiamo anche però, una certa limitazione nel giocare perché, rinchiuso dietro una rete, nel "lagher", non è libero neanche di spostare la propria pedina ed allora il suo tedesco lo aiuta. Questo è la tenerezza! (A.D'Amico)

In questa immagine possiamo osservare dei bambini dietro una recinzione di un campo di concentramento. Guardando i loro volti si può notare lo sguardo terrificato e nello stesso tempo desideroso di tornare alla libertà e di giocare come ragazzi spensierati ma che hanno la convinzione che non lo faranno mai. Questa era la realtà dei campi di concentramento. Qui si sapeva quando entravi e si sperava di uscire vivi, cosa alquanto improbabile. Questo era ciò che accadeva agli ebrei che venivano deportati, costretti a morire senza un motivo. Non si può neanche immaginare cosa provava questa gente e secondo me tutta questa carneficina è stato qualcosa di orribile che ha segnato l'umanità e per questo bisogna ricordare ogni anno le sofferenze di questa gente per non ripetere gli stessi errori. (Walter Chirulli)

 

La Shoah è un evento, o meglio una storia, che ha segnato per diversi decenni la vita di molte persone, compreso la mia. Guardando questa foto testimoniante quel periodo, suscita molta tristezza; queste persone ingiustamente son morte per fame, per stanchezza, per depressione, tutto dovuto allo sfruttamento. Intere famiglie separate senza ragioni hanno visto violati i propri diritti umani. La ricorrenza di questo evento serve a far capire alle generazioni, correnti e future, che queste storie non dovranno più ripetersi.(Gabriele Lizzeri)

La Shoah è una tragica storia accaduta realmente che mi provoca tanta tristezza perché mi fa pensare a alla gente uccisa senza nessuna colpa o motivo, ma solo perché disabile o ebrea.Guardando questa foto, posso immaginare le persone che hanno sofferto per fame, per stanchezza prodotta dalla miseria dei lavori forzati nei campi, persone che hanno vissuto la loro vita minuto per minuto come fosse un incubo, vedendo un compagno di vita morire e pensare che poteva capitare a loro in qualsiasi momento; persone che hanno avuto tanta forza per superare questi momenti, quando ci sono riuscire.Adesso posso immaginare quanto la follia della mente umana possa arrivare a far del male, una follia che ha prodotto migliaia di morti, famiglie distrutte, vedove e orfani.  (Mattia Lanza)

In molti, guardando un’ immagine del genere proverebbero indignazione, rabbia, pena, misericordia, e molti altri sentimenti vicini . Dai volti ormai scarniti e denutriti di questi uomini possiamo solo immaginare quanta sofferenza e quanto dolore avranno potuto sopportare; nei loro occhi non possiamo vedere la luce di speranza nell'aiuto di qualcuno, c'è solo rassegnazione alla loro imminente fine, odio, per quelle persone che li hanno trattati non come uomini ma come oggetti e soprattutto molta paura.

Io, appena ho visto questa immagine, ero assai incredulo e mi sono chiesto se fosse possibile che l'uomo potesse arrivare a provare così tanto odio e disprezzo verso altri esseri umani, fino  a compiere atti che vanno oltre l'immaginabile e il disumano. Dopo aver riflettuto molto, si  può cogliere un barlume di speranza in un mondo nel quale azioni del genere non si ripeteranno e dove ci dovrebbe essereun senso di rispetto reciproco.

(Simone Ruggiero)

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