Giornata della Memoria

Ogni 27 gennaio dal 2001 ricorre la giornata della memoria, per non dimenticare ciò che il popolo ebraico ha subito durante la seconda guerra mondiale nei lager nazisti da parte dei tedeschi. È stato scelto questo giorno perché nel 1945 i russi aprirono i cancelli di Auschwitz, uno dei campi di concentramento più famosi al mondo, liberando i pochi superstiti presenti. Infatti alla fine della seconda guerra mondiale si contano circa 6 milioni di vittime, un numero tale da sconvolgere l'opinione pubblica,  che per far si che non si ripeta più gli uomini di potere dell'epoca hanno creato organizzazioni con lo scopo di mantenere la pace. In realtà non si può parlare di vera e propria follia tedesca, perché gli uomini al comando al fianco di Adolf Hitler, erano persone di grande cultura  che con piani ben precisi provocarono la Shoa, lo sterminio del popolo ebraico, solo perché venivano ritenuti una razza inferiore, un pò come avenne durante le crociate, anche se per motivi religiosi, o come avviene Oggi con il terrorismo islamico. Per questo le parole di Primo Levi, uno dei tanti italiani di origine ebraica deportati nei lager ed anche scrittore, che dice che non si aspetta che noi comprendiamo ma che conosciamo, in quanto comprendere ciò che è accaduto è impossibile perché non esistono ragioni o scuse, ma dobbiamo conoscerlo cosi che in futuro qualcosa del genere non ricapiti più. Anche se personalmente penso che sia difficile perché anche se esistono diverse organizzazioni per il mantenimento della pace, dopo la seconda guerra mondiale,  assistiamo a una serie di guerre, scambiate a volte per altro, che continuano a provocare molte morti anche se non paragonabile alla Shoa, tutto fatto sempre per interessi personali.  Ciò dimostra come l'animo umano sia malvagio, sempre propenso alla violenza e a provocare dolore solo per far sentire bene noi stessi, ma proprio la giornata della memoria ci ricorda ogni anno fino a quanto l'uomo può spingersi affinché abbia potere, sempre di più, non considerando il male fatto ad un popolo, già cacciato dalla sua terra natia per le mire espansionistiche di altri. Per questo concludo dicendo che la giornata della memoria ricorda in noi stessi ciò che l'uomo ha fatto a se stesso, perché alla fine siamo tutti uguali nella nostra diversità

Manuel Vantaggiato 4cmnA

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